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Gocciolatori
Nel gocciolatore l'acqua passa all'interno un labirinto assai stretto di varia foggia, riducendo solitamente le p
ortate erogate a 2, 4 o 8 l/h. Le pressioni minime d'esercizio si aggirano normalmente tra 1 e 1,5 bar.
Per ridurre la sensibilità all'ostruzione dei gocciolatori, la ricerca tecnologica in atto, è indirizzata all'
ottenimento di passaggi dell'acqua ampi e corti.
In funzione del tipo d'installazione i gocciolatori si definiscono "on line" quando sono montati in derivazione,
ed "in line" quando sono installati lungo la tubazione. I primi sono adatti ad essere inseriti su tubazioni sospese
(frutticoltura), i secondi sono più adatti ad essere installati su linee poggiate sul terreno.
I gocciolatori in line determinano perdite di carico idrauliche maggiori degli on line. Negli ultimi anni gli
erogatori in line applicati su ali gocciolanti premontate sono stati sostituiti dalle ali gocciolanti integrali
(con tubazione integra ed erogatore estruso all'interno del tubo).
I gocciolatori comuni variano la loro portata al variare della pressione; di conseguenza non sono impiegabili in
linee molto lunghe, perché la differenza di pressione lungo la tubazione portaerogatori renderebbe le loro portate
molto differenti tra inizio e fine linea, e quindi diversi i volumi irrigui distribuiti sulle piante.

Viceversa, i gocciolatori autocompensanti, hanno la caratteristica di mantenere la loro portata al variare della
pressione.
Ciò consente un loro vasto campo d'utilizzazione: in linee molto lunghe, in terreni in pendenza, in impianti molto
grandi con settori a pressione residua diversa.
In queste situazioni è quindi possibile ottenere una buona omogeneità delle portate tra gli erogatori e quindi dare un
volume irriguo molto simile a tutte le piante.
La capacità di autocompensazione è determinata dalla presenza di una membrana in materiale plastico molto elastico
che, sollecitato dalla pressione dell'acqua, si deforma ampliando o riducendo la sezione d'uscita dell'acqua interna
all'erogatore, stabilizzando la portata.
Molti modelli di gocciolatori compensanti hanno, inoltre, la caratteristica di avere un autolavaggio del labirinto
durante la fase di messa in pressione dell'impianto.
Sino a circa 0.5-0.7 bar, infatti, la membrana non si deforma determinando un flusso turbolento (e una maggiore
portata rispetto alla nominale) capace di rimuovere particelle arrivate all'interno dell'erogatore.
Alcuni modelli innovativi sono, inoltre, not leakage (non colanti), e presentano la caratteristica di arrestare lo
stillicidio dell'acqua attraverso l'erogatore ad impianto non in pressione. Non si determinano maggiori portate nelle
parti più basse dell'impianto; il tubo rimane pieno e tutti gli erogatori reinizieranno ad erogare contemporaneamente
alla successiva irrigazione; meno possibilità di ostruzione dell'erogatore che è spesso conseguente all'evaporazione e
concentrazione dei soluti contenuti nel gocciolatore durante i periodi di non funzionamento. Ciò determina, nel
complesso, una migliore e duratura omogeneità delle portate tra gli erogatori.
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